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Il World Sepsi Day

Domenica 13 settembre, si è celebrata in tutto il mondo la Giornata mondiale per la lotta alla sepsi (World Sepsis Day). Tale iniziativa  ha lo scopo di accrescere la consapevolezza in merito a una delle principali cause di morte e disabilità per milioni di persone ogni anno. La Sepsi.

La sepsi è la risposta non controllata ad una infezione contratta dall’organismo. E’ una condizione quindi clinicamente grave, potenzialmente letale e correlata a morbilità e mortalità elevate. Unno studio ha stimato che nel 2017 si sono verificati nel mondo quasi 50 milioni di casi di sepsi e circa 11 milioni di decessi correlati (apri al 20% dei decessi totali)

In Europa, secondo le ultime stime, la sepsi colpisce 3 milioni di persone e provoca 700 mila decessi l’anno. I costi economici, oltre che di vite umane associati alla sepsi sono molto elevati.

A livello globale, la sepsi è anche una delle cause principali di mortalità materna e neonatale. Una revisione sistematica della letteratura scientifica ha attribuito circa il 15% delle morti neonatali nel mondo alla sepsi.

Per ridurre i casi di sepsi, nel 2017 la 70esima Assemblea Mondiale della Sanità ha approvato la risoluzione 70.7 per “migliorare la prevenzione, la diagnosi e la gestione clinica della sepsi”, con cui viene indicato di includere la prevenzione, la diagnosi e il trattamento della sepsi nei piani nazionali di gestione delle infezioni. In particolare, la risoluzione prevede queste cinque azioni:

  1. usare in modo adeguato gli antibiotici, poiché la sepsi pone una condizione ineludibile all’uso appropriato e responsabile di questi farmaci;
  2. rafforzare i programmi di controllo e prevenzione delle infezioni ospedaliere, per ridurre la frequenza delle infezioni correlate all’assistenza tra cui possono verificarsi casi di sepsi;
  3. aumentare la consapevolezza della popolazione;
  4. formare gli operatori sanitari alla sicurezza del paziente, poiché in caso di sepsi la gestione del tempo risulta critica e ritardi nella diagnosi e/o nella terapia adeguata comportano gravi criticità nel percorso di cura;
  5. promuovere la ricerca e la sperimentazione per la disponibilità di migliori soluzioni diagnostiche, nuovi antibiotici, vaccini e terapie.

Per combattere la sepsi, dunque, è importante ridurre la frequenza delle infezioni correlate all’assistenza sanitaria e delle infezioni causate da organismi resistenti ai farmaci antimicrobici.

Questi obiettivi fanno parte del Piano nazionale di contrasto dell’antimicrobico-resistenza 2017-2020, approvato il 2 novembre 2017, con Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, le cui azioni previste sono in corso di realizzazione. La riduzione dei casi di sepsi, anche tramite il miglioramento nella diagnosi e nella cura, avrà un impatto importante sulla salute della popolazione a livello nazionale e globale.

Per approfondire:

 

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