home
Una task force per prevenire le Infezioni in Ospedale. Community, Network, Tools

Impreparati di fronte a un’emergenza annunciata

Edoardo Guastamacchia, Presidente nazionale AME - Associazione dei Medici Endocrinologi

Verso il webinar del 15 maggio con Edoardo Guastamacchia , Presidente nazionale AME, l’Associazione dei Medici Endocrinologi – “ Il nostro sistema sanitario – ci dice – si è trovato impreparato ad affrontare questa pandemia che l’OMS ha dichiarato con molto ritardo

“In Italia, – prosegue Guastamacchia – nonostante in diverse occasioni e in tempi non sospetti fosse stata prevista la possibilità di una epidemia di carattere virale, ci siamo fatti trovare impreparati”. Non voglio assolutamente criticare il governo attuale, bensì la politica disastrosa che negli ultimi decenni ha portato alla riduzione graduale ed inesorabile dei posti letto ed ovviamente anche di quelli della emergenza (anestesia e rianimazione); oggi il trend è in discesa ma è necessaria la massima cautela per evitare un ritorno all’aumento dei contagi.

Cosa ci aspetta nel “dopo”?

A fine emergenza numerosi saranno i lavoratori della sanità, compreso i medici, che denunceranno i, il fatto di aver operato senza adeguate protezioni individuali, addirittura senza mascherine idonee. La scarsa disponibilità di tamponi e quindi l’esecuzione di un numero insufficiente di test ha certamente portato ad un aumento dei contagi da parte dei portatori sani. Ciò che è accaduto nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) sarà motivo di riflessione per il futuro oltre che motivo di ulteriori accuse e denunce da parte dei familiari dei numerosi defunti. E’ ovvio che d’altra parte che c’è da aspettarsi una crisi socio-economica di enorme gravità che coinvolgerà ogni aspetto della quotidianità estremamente reale è la preoccupazione per una qualità della vita condizionata da regole costrittive per almeno un anno e forse più.

Ma cosa deve restare di quest’esperienza ? Come costruire una nuova procedura?

Certamente la consapevolezza che quello che è accaduto non deve più ripetersi, quindi i nostri politici ed amministratori dovranno mettere in atto sin d’ora tutte le iniziative affinché una tragedia di tali dimensioni non si verifichi mai più. Pertanto è indispensabile aumentare con lungimiranza ed in maniera razionale i posti letto ed in generale e quelli dell’emergenza in particolare; predisporre delle modalità di igiene, pulizia, sanificazione, disinfezione e bonificazione periodiche non solo negli ospedali, università, RSA ma anche presso industrie esercizi commerciali, chiese, ecc. Infine spero che rimanga uno spirito di solidarietà ed interesse reale per la Nazione Italia che superi gli interessi personali e le ideologie e si possa percorrere un cammino in comune cosa che in questa occasione non è accaduto considerate le costanti polemiche tra il governo centrale e le regioni.

E per strutturare una sanità che nel futuro sia in grado di rispondere a problematiche di questo tipo, le società scientifiche, che tipo di contributo possono dare?

Le società scientifiche hanno un ruolo importante. In campo endocrino-metabolico il primo suggerimento è quello di essere più collaboranti e in maniera sinergica cercare di utilizzare la forza di ognuno per favorire una visione unitaria della situazione e, quindi, proporre a chi decide politicamente ed economicamente, delle iniziative comuni. Nel nostro caso, occupandoci di patologie come il diabete, , l’obesità l’ipertensione e dislipidemie e quindi trattando pazienti particolarmente a rischio (fra i quali il COVID-19 ha mietuto più vittime), dobbiamo proporre una azione energica di prevenzione primaria, cioè insieme cercare di evitare che più soggetti si ammalino di tali patologie. Pertanto prevenzione primaria mediante educazione sanitaria e terapeutica, li dove i cardini fondamentali sono nel suggerire uno stile di vita salutare (dieta, attività fisica, astensione da fumo); su questo le nostre società scientifiche devono insistere e sensibilizzare i decisori politici affinché mettano in atto delle soluzioni che coinvolgano i cittadini italiani fin dall’età scolare.

 

keyboard_arrow_up