home
Una task force per prevenire le Infezioni in Ospedale. Community, Network, Tools

Le imprese in sanità chiamate ad un salto di qualità. O si rispettano le norme o si è fuori

Gualtiero Piana, dell’azienda Medisize, afferma la necessità  di garanzie e di valutazioni obiettive nella scelta degli operatori e dei sistemi che devono sostenere il lavoro degli operatori sanitari e delle cure. Come nel caso della disinfezione ospedaliera.

Pubblichiamo di seguito l’intervento di Gualtiero Piana già Country Manager ed attuale Procuratore Speciale di Medisize Italia ( gruppo Flexicare- UK) Amministratore Unico di Framima srl ( società di consulenza in ambito di controllo del rischio clinico).

“Stiamo attraversando un periodo veramente difficile della nostra vita, sia personale che lavorativa. Il Covid-19 ha stravolto ogni nostra modalità di vivere e ci sta costringendo a rivedere priorità, ritmi, risposte ed approcci di pensiero. Tutti a casa! Non proprio come il magnifico film di Comencini del 1960 con Alberto Sordi ed Eduardo De Filippo, ma poco ci manca. Ed in tutti e due i casi c’è una guerra da combattere, o da dimenticare. La nostra, quella di oggi, è in atto, nel mondo, affrontata in modi diversi ma resta sempre da vincere. E quali armi stiamo mettendo in campo per vincerla? Sicuramente la scoperta di un vaccino rappresenta l’orizzonte al quale tendere e che forse arriverà il prossimo anno, se non vogliamo stravolgere il nostro approccio alla sicurezza, alla scienza e cedere alla cosiddetta immunità di gregge, che qualcuno sta cercando di far passare come ineluttabile.

Intanto, mentre nei laboratori i ricercatori studiano, sperimentano, testano nuove soluzioni, non ci rimane, ed è cosa non da poco soprattutto per noi italiani, che il RISPETTO DELLE REGOLE E DEI COMPORTAMENTI e delle indicazioni che gli scienziati tracciano di volta in volta, al di là delle minacce e delle multe che ovviamente l’Autorità di Polizia deve comminare in caso di comportamento contrario.

Altro aspetto è il CONFINAMENTO ED IL DISTANZIAMENTO, ovvero il creare percorsi, aree e spazi segregati dove far fluire chi maledettamente è stato aggredito dal virus. Sia negli ospedali, all’esterno come all’interno degli stessi, che in strada o in casa.

Mettere in atto PROTOCOLLI, PROCEDURE E METODI specifici e validati è un momento esiziale per il controllo di questa come delle infezioni in generale. La condivisione di conoscenze, esperienze e la necessità di concretizzarle in modo fermo, ferreo e scientifico è il pilastro della casa che si sta costruendo, quale baluardo a difesa della nostra salute.

Altro discorso riguarda i MATERIALI E PRODOTTI quali farmaci, dispositivi medici, elettromedicali, diagnostici, dispositivi di protezione, disinfettanti e sistemi per disinfezione, da mettere in campo per il contrasto alla diffusione dell’epidemia.

Come capire quali siano quelli giusti da scegliere ed usare per le terapie identificate dai clinici? Come conciliare la necessità di avere il “prodotto” con le regole di acquisto, codice degli appalti, che ci siamo dati, in modo rapido ed efficace? Non voglio qui entrare in questo merito, perché ci porterebbe lontano dal messaggio che vorrei lanciare ma sicuramente, nella scelta, ci devono soccorrere gli studi scientifici di supporto. Mi spiego. Medisize distribuisce un sistema di disinfezione delle superfici di tipo, cosiddetto “touchless”, senza contatto, che nebulizza una soluzione di disinfettante a base di perossido di idrogeno al 12%, classificato come dispositivo medico. Come può un centro acquisti di beni scegliere, tra le varie soluzioni presenti sul mercato, quella più rispondente alle esigenze delle Unità Operative che ne hanno fatto richiesta? Come può una Commissione Tecnica, in termini di qualità stabilire ciò che è più rispondente alle sue esigenze? Al di là dei documenti presentati in gara od in offerta insieme a bellissime brochures patinate, fiumi di parole scritte, riferimenti tecnici di vario tipo, la prima risposta è la PROVA EMPIRICA, ovvero il test in vivo per stabilire se un qualcosa funzioni o meno. Ma questo è sufficiente a capire se un prodotto sia “buono” o “cattivo”? Se funzioni o meno? Le condizioni di test in vivo, pur se importanti, di per sé, non sono né riproducibili né replicabili. In un caso, quella soluzione potrebbe funzionare ma in un altro, no. Il perché è facile intuirlo e non mi dilungo nell’elenco delle variabili che possano incidere su questo risultato. Allora a cosa si deve far riferimento per affermare che una soluzione sia oggettivamente quella giusta e scientificamente sostenibile? La CONFORMITA’ ALLE NORME TECNICHE DI SETTORE italiane ed europee, ben riportate nelle legge cosiddetta Gelli, nei CAM, criteri ambientali minimi, nelle linee guida Sifo, nelle raccomandazioni di HCRM, è conditio sine qua non, per stabilire se un prodotto stia all’interno del circolo magico della verità, come dice Robert De Niro nel film “Ti presento i miei”. Le CERTIFICAZIONI, redatte da un Ente Certificatore riconosciuto, originali e complete, sono il secondo pilastro, sempre della verità. Infine gli STUDI SCIENTIFICI E TEST, anche in questo caso completi, eseguiti secondo gli standard delle norme tecniche italiane o europee standardizzate (ricordiamoci che ciò che sia valido per FDA-USA o JPAL giapponese, non è detto che lo sia in Italia/Europa) da un ENTE TERZO NON SPONSORIZZATO, riconosciuto e di alto IMPACT FACTOR, solo quelli, possono confermare la correttezza di un dato o di una procedura. E, cosa non da poco, ci possono mettere al riparo da eventuali azioni giudiziarie che possano insorgere per un qualsiasi incidente.  Nella valutazione degli studi, prove o test scientifici presentati, si devono ovviamente eliminare quelli SPONSORIZZATI perché non hanno nessun valore scientifico. Ricadono nel CONFLITTO DI INTERESSI per il quale la “verità” è un’opinione, a dir poco, “manipolabile”. Ultima cosa, nella scelta del “prodotto”, bisogna verificare che gli studi scientifici o le validazioni della soluzione proposta facciano riferimento effettivamente a quel prodotto o sistema e non siano invece riferite ad altro, che subdolamente qualcuno prenda in prestito per validare la propria soluzione. Dobbiamo sempre ricordarci che siamo nel campo delle certificazioni (e dei dispositivi medici), che vengono rilasciate per uno specifico codice messo in commercio e/o prodotto da una ben definita società che è l’unica che possa cancellare, modificare, sostituire ciò che è proprio, ovviamente facendolo ricertificare da un Ente Certificatore riconosciuto per quella specifica area, il tutto secondo un percorso certo e validato. Solo così si può essere sicuri di fare la cosa giusta ed oggettivamente sostenibile, senza far sorgere dubbi o retropensieri.

Mi permetto un’ultima riflessione. Oggi, chi produce o assembla in Italia, deve affrontare una ulteriore difficoltà sorta a causa della chiusura delle fabbriche che opera(va)no nelle zone rosse della Lombardia, o di altre regioni contigue, cosa che, a fronte di una domanda crescente, non permette una pronta risposta né in termini di velocità che di capacità. Non è facile per nessuno, imprenditori, amministratori, produttori, politici, riuscire a mantenere il giusto equilibrio tra sicurezza dei lavoratori, virulenza pandemica e capacità produttiva. L’individuazione di segmenti produttivi strategici deve essere rilevante anche per quelle produzioni marginali in termini di fatturato ma oggi essenziali per affrontare il Covid-19, come il Perossido di Idrogeno o i componenti per assemblare i nebulizzatori. In caso contrario, oltre a perdere mercato e fatturato, si consente a qualcun altro, più veloce e smaliziato, l’occupazione di spazi sino a ieri neppure configurabili, magari operando in maniera maldestra. Absit iniuria verbis!  Ma quanto sta accadendo per i facciali filtranti (mascherine) non ci porta lontano dalla VERITA’.”

 

#noi stiamo a casa

#andrà tutto bene

 

Gualtiero Piana
keyboard_arrow_up